Testimonianza audiovisiva

CARAT: CULTURA, ARCHITETTURA RURALE, AMBIENTE E TERRITORIO

L’attenzione cinematografica e televisiva per le peculiarità del comune di Ragusa e per estensione dell’intera area iblea, evidenzia una dimensione particolarmente significativa e rappresenta una documentazione fondamentale per la conoscenza del territorio non solo perché ne testimonia la trasformazione nel tempo e perché di fatto ne ha veicolato l’immagine e la valenza a livello internazionale più di qualunque altro mezzo, ma anche perché è la cartina di tornasole di come è stato visto e letto il territorio (nell’accezione “ecomuseale” cioè con il paesaggio, i monumenti, l’uomo, i beni immateriali, i saperi ed i sapori) da chi lo ha visitato e scoperto in chiave professionale.

Da qui l’esigenza di creare un archivio multimediale e per immagini che comprenda tutti i film girati a Ragusa (da “Anni difficili” di Zampa a “Divorzio all’italiana” di Germi, da “Kaos” dei fratelli Taviani a “L’uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore), tutte le produzioni di fiction televisiva (da “Il commissario Montalbano” di Sironi ai film storici da Camilleri), tutti gli spot pubblicitari ambientati a Ragusa (ricerca più complessa ma di grande interesse anche antropologico), tutti i documentari ed i reportage giornalistici che nel tempo si sono accumulati intorno all’economia, alla storia ed all’immagine della città (dai documenti dell’Istituto Luce, al documentario di Francesco Indovina ai filmati locali in pellicola, al recentissimo “Meraviglie” di Alberto Angela sul Val di Noto).

Accanto alla dimensione cine-televisiva, lo stesso spazio può provare a valorizzare gli archivi degli studi fotografici attivi nella città, “in primis” quello di Giuseppe Leone, ma anche (ove possibile) il recupero di archivi di studi fotografici attivi nell’immediato dopoguerra. Peraltro la città negli ultimi anni ha dato vita al “Ragusa Foto Festival” che ha meritato attenzione dai media nazionali, nonché il “Festiwall” che ha segnato in modo dirompente il volto di alcuni edifici cittadini.

Naturalmente tale documentazione va portata nell’ambito dell’itinerario ecomuseale, alla pubblica fruizione mediante spazi di visione (salette per proiezioni, specifiche pagine web, mostre di fotografia, eventi periodici per la riproposizione ragionata del materiale disponibile).