cos'è un ecomuseo

CARAT: CULTURA, ARCHITETTURA RURALE, AMBIENTE E TERRITORIO

Photo  credits: Giancarlo Tinè

Se volessimo partire dalla definizione di Georges Henri Riviére, “un ecomuseo è uno strumento che un’autorità pubblica e una popolazione locale utilizzano insieme per riappropriarsi del proprio territorio. Esso è da una parte specchio per riconoscersi su un determinato spazio ma anche immagine per farsi conoscere dagli ospiti. È un modo di vivere e concepire i luoghi, dove soffermarsi e dove camminare, in cui si ripercorrono i tempi e la storia fino ad arrivare ai giorni d’oggi”.

L’ecomuseo rappresenta, dunque, un progetto culturale innovativo, che mira ad esaltare il territorio come luogo dei saperi delle comunità locali, come testimonianza dei valori ambientali, come spazio che mette in sinergia le capacità degli abitanti per avviare processi di economie alternative, che consente di coniugare le esigenze di promozione e sviluppo del territorio con la necessità di tutela e valorizzazione dei suoi beni culturali ed ambientali.
Propone, pertanto, una visione globale e continua tra l’uomo ed il suo territorio di riferimento coinvolgendo la comunità ad interagire e partecipare, trasformandola in presenza attiva nella gestione e nella pianificazione, quale diretta responsabile del suo futuro.

La consapevolezza che nasce dall’esistenza di un complesso patrimonio culturale locale strettamente legato al territorio rappresenta il genius loci di quella comunità. Questo “senso del territorio, […] dell’identità locale, è ciò che in ultima analisi rende una persona felice o infelice di abitare in un certo posto, che la convince a rimanere o a emigrare, a lavorare con gli altri o a isolarsi” (Maggi, 2001). Di conseguenza, riconoscere il patrimonio culturale insito in un determinato territorio porta inevitabilmente alla sua valorizzazione.

Da questo punto di vista gli aspetti materiali e immateriali della vita della comunità vengono considerati come risorse per lo sviluppo sostenibile ed il territorio sul quale vive la comunità è visto sia come testimonianza dell’identità culturale, ma anche come opportunità di sviluppo.
E poiché l’ecomuseo è un’organizzazione museale frutto di un processo con il quale le comunità conservano, interpretano e valorizzano il proprio patrimonio, può essere considerato uno dei soggetti che favoriscono lo sviluppo sostenibile del territorio, attraverso la valorizzazione e la messa in rete delle dinamiche culturali locali, la creazione di sinergie con il comparto turistico ed economico, l’attenzione all’ambiente e la promozione delle logiche della sostenibilità.

“L’Ecomuseo è il ripensamento partecipato di un luogo, e di una comunità, non tanto per salvaguardare il passato ma soprattutto per progettare un futuro. Perché ognuno di noi ha diritto di vivere in un luogo che, insieme alle proprie radici, offra un senso, un vanto di appartenenza, un motivo di esistere e di abitare, per non dover necessariamente piegarsi alle omologanti offerte della “civiltà globale”, dove il mondo è uguale dappertutto”
Enrico Camanni

L’ecomuseo può definirsi come una realtà dinamica che mira a:

  • contribuire ad implementare le dinamiche sociali, culturali, ambientali ed economiche di una comunità;
  • salvaguardare e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale;
  • promuovere la tutela e la riscoperta della memoria collettiva;
  • favorire lo studio, la ricerca, la diffusione, la didattica delle tematiche storiche, artistiche, sociali enaturalistiche;
  • risultare, dal punto di vista economico, un valido strumento per la crescita e il miglioramento della competitività del territorio promuovendo lo sviluppo economico ed il turismo sostenibile.

 

Va specificato che la dimensione promozionale-turistica non può rappresentare l’attività dominante dell’ecomuseo, ma deve essere collocata in un rapporto equilibrato rispetto agli obiettivi prevalenti quali la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale intangibile della comunità e del territorio in cui l’ecomuseo è inserito.

L’ecomuseo è basato su un “patto di comunità” con il quale una comunità decide di “prendersi cura di un territorio” e del suo sviluppo. Il termine patto riporta ad una dimensione di condivisione che attiene a valori e a strategie di sviluppo sostenibile, a una visione del presente e del futuro, a stili di vita. Un patto che non riguarda soltanto gli attori istituzionali ma il Territorio inteso in tutte le dimensioni, e coinvolge ampiamente i cittadini in un processo corale, nella consapevolezza che soltanto una partecipazione diffusa può garantire il successo dell’ecomuseo.
Nell’ecomuseo il patto (che si concretizza attraverso la redazione della “mappa della comunità”) trova una connotazione istituzionale e una pianificazione strategica, valutate positivamente non solo per le possibili ricadute economiche di breve periodo, spesso legate a progetti turistici, ma anche in funzione del miglioramento della qualità della vita dei residenti e del rafforzamento del carattere antropico del territorio.
Tutto ciò ha contribuito, inoltre , a generare, negli ultimi anni la definizione di sostenibilità culturale intesa come azione che condiziona il modo in cui la comunità manifesta la propria identità, salvaguardia le proprie tradizioni e sviluppa valori condivisi.

La missione prima dell’ecomuseo attiene indubbiamente alla dimensione socio culturale. In un mondo complesso, globale e in continuo cambiamento, che ha accorciato le distanze e abbattuto tante barriere grazie allo sviluppo tecnologico e alla comunicazione, cresce la consapevolezza del valore strategico della cultura, a partire dalla dimensione della cultura locale, fonte della nostra stessa identità individuale e origine del nostro senso di appartenenza. E’ inoltre innegabile che la cultura diffusa diventi una vera ricchezza per il territorio, una risorsa strategica cruciale nella prospettiva dello sviluppo.

L’ecomuseo deve quindi vedere la partecipazione congiunta di soggetti pubblici territoriali, del comparto privato e dei cittadini. La collaborazione tra pubblico e privato, diviene elemento caratterizzante dell’azione ecomuseale e, al tempo stesso, elemento distintivo dell’Ecomuseo rispetto agli Enti pubblici promotori. Se la partecipazione di portatori di interessi collettivi privati (come ad esempio le associazioni categoria) è un elemento importante e arricchente per l’ecomuseo, il coinvolgimento della popolazione (privati cittadini) rappresenta un contenuto prezioso, tanto nella fase della pianificazione strategica quanto sul piano gestionale.

L’ecomuseo può aspirare a diventare:

  • uno strumento strategico per la promozione della cultura e della società locali,
  • un centro dove si progettano idee innovative per il territorio, per il suo sviluppo socio economico e la sua gestione,
  • un luogo ideale dove si sviluppano dinamiche organizzative strutturate.

L’azione dell’ecomuseo diventa in questo caso strategica:

  • contribuisce a diffondere i sentimenti della sostenibilità e dell’attenzione all’ambiente,
  • arricchisce l’offerta di contenuti culturali e naturalistici di pregio.

Tutto il percorso sin qui rappresentato non può che produrre benefici per il territorio, partendo dalla filosofia che sostiene l’operato dell’ecomuseo nella quale l’attenzione per il proprio habitat (socio culturale e ambientale) sia elemento primario:

  • la conseguente crescita della cura del territorio e del paesaggio;
  • i benefici sociali indotti dalla valorizzazione della cultura locale e dalla partecipazione a processi di gestione del territorio;
  • la creazione di un’offerta turistica più ricca e orientata al territorio, risultato della ricerca sulla storia e sull’ambiente naturale locale;
  • il carattere innovativo e il valore intrinseco di un processo in cui si giunge a pensare insieme l’applicazione della sostenibilità e della responsabilità sociale;
  • la nascita, in prospettiva, di nuove professionalità e di nuove aree di business.